martedì 7 settembre 2010

En attendant Videocracy

Nella società italiana, tra la gente comune, quali sono i valori e le ambizioni?
Questo ragazzo ha le idee molto chiare.

La proiezione di Videocracy e la relativa discussione sono previste per martedì, 12 ottobre 2010, alle ore 17 nell'aula A del Dipartimento di Fisica di Monserrato.
NB: la data e l'ora dell'appuntamento sono passibili di modifiche.

lunedì 10 maggio 2010

La repubblica degli alberi di Natale.

Il nostro Paese è come un albero. Il nostro Paese è come un albero di Natale. Il nostro Paese è come un albero di Natale finto, ricoperto di lucine colorate sotto le quali esiste un mucchio di inanimata plastica a comporre tutta la struttura, tutto il nostro Paese.

Di cosa vive un Paese? Di tante cose, ricerca, economia, politiche sociali.
Di cosa vive un albero? Acqua, luce e aria.
Di cosa vive un albero di plastica? Non ha bisogno di niente, semplicemente non vive.

Il nostro Paese, o albero di plastica se preferite, semplicemente non vive.

Lo si vede dalle politiche sociali completamente inadatte. Lo si vede dal successo politico di partiti come la Lega, Forza Nuova e Casa Pound pilotati da individui che definire ignoranti sarebbe un eufemismo, dotati di un apertura, mentale, pari a quella di un ano di un ragazzo stitico. Perchè non bastavano Cota e Zaia e la loro campagna contro la pillola Ru486, i ripetuti attacchi xenofobi verso immigrati ed extracomunitari come il sapone anti-immigrato ad Arezzo, gli slogan contro l' Unità d' Italia e il Sud, non bastavano le manifestazioni in commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò con saluti fascisti e celtiche, le continue accuse da parte del Premier riguardo magistrati politicamente attivi, lo scandalo di Bertolaso e le risatine che hanno umiliato intere famiglie e nonostante questo lo stesso Bertolaso non ha tutt'ora intenzione di dimettersi , non bastava tutto questo. L' ennesimo calcio al nostro paese e alla nostra intelligenza è arrivato dal ministro, ex ministro, Scajola e la sua casa con vista Colosseo con una rete di favori e contatti che arriva fino al Vaticano. Tutto in un clima quotidiano di ignoranza, come sono d'esempio i ragazzi di Forza Nuova di Massa che stamattina hanno contestato un gruppo di donne favorevoli alla pillola abortiva gridando: «Stupratele che tanto abortiscono!».

Lo si vede dai tagli alla ricerca inspiegabili e totalmente inopportuni. Perchè non bastava la 133 dello scorso anno che dava un taglio netto alla vita dell' università pubblica, non bastavano le repressioni a suon di manganello nei confronti di studenti che manifestafano il proprio dissenso, non bastavano i continui attacchi da parte del governo verso tutte le associazioni studentesche, anche quest' anno il governo e il fantomatico DDL Gelmini, come nella canzone di Ruggeri-Morandi-Tozzi "Si può dare di più", ha dato il suo meglio con nuovi tagli al Fondo di Funzionamento Ordinario, una nuova politica atta a privatizzare l' università pubblica ormai allo stremo delle forze, l' ennesima revisione sulle assunzioni, la figura del ricercatore che ormai viene penalizzata sempre maggiormente da diversi anni, andando a dimenticare però che è proprio grazie ai ricercatori se questo straccio di università pubblica continua a stare in piedi.

Lo si vede dall' economia e da come viene gestita. In un Europa che cade a pezzi, con l'euro che scende sotto i 1,30 dollari e una crisi di sistema globale, con rivolte, scontri e manifestazioni in ogni piccolo angolo di Atene, con Spagna e Portogallo pronti per scontrarsi con questa realtà, un piano salva-euro da 720 miliardi che ha solamente dato una boccata d'aria alle borse internazionali ormai al tracollo, il nostro Paese ne sembra quasi immune. Perchè nonostante tutti avvertano questa crisi, il nostro governo dubita ancora sulla sua reale esistenza! Perchè non è vero che la disoccupazione aumenta come dice Confindustria che denuncia 200mila nuovi disoccupati solo al sud, non è vero che i contratti a tempo determinato distruggono qualsiasi aspettativa futura, non è vero che il PIL in questi ultimi 3 anni è sceso del 6,5% come afferma Bankitalia, non è vero che il 2010 è stato definito un anno nero per la cassa integrazione con un impennata di domande del 123,5% rispetto al 2009, non è vero niente! La speranza è la cura contro la crisi, mica le riforme!

Ecco perchè il nostro Paese è un albero di Natale finto. Perchè non ha bisogno di acqua per vivere, cioè non ha bisogno di ricerca e innovazione per tirare avanti e crescere forte, la base di ogni Paese industrializzato. E' composto da finti aghi verdi e rigogliosi, cioè dai nostri politici di bella presenza, delle volte nemmeno quella, e di poca sostanza, capaci di smentire un intero dibattito in tempi record, di negare l'evidenza dei fatti e "capaci di mandare tutto a puttane pur di salvarsi la dignità mondana" (Rino Gaetano - Titititi), è composto da un tronco ormai vecchio e scuro ma che non cede, cioè tutti gli individui-poltrona che non hanno nessuna intenzione di lasciare il proprio posto ad un neo-arrivato condannandoci così ad un' amministrazione sempre più latitante verso i veri problemi e invariata nel corso degli anni.
Il nostro è un Paese finto, che cade a prezzi e che si sgretola ogni giorno di più, bello e forte solo dall' esterno, ma irrimediabilmente morto e plastico dentro. Il nostro è un Paese che potrà essere salvato solo con una totale revisione politica, sociale ed economica.

venerdì 23 aprile 2010

La grande crisi del 2050.

Mi permetto di copiare un articolo pubblicato in uno dei vari blog che seguo, INFORMARE PER RESISTERE, lo si trova anche su Facebook se qualcuno fosse interessato. L' articolo è stato copiato interamente senza nessuna modifica.

Un articolo che riepiloga chiaro e tondo come stanno le cose, ovvero che il problema non è la crisi economica o quella energetica, ma la prossima carenza di cibo. L'ho trovato sull'australiano Science Alert, non certo un sito di catastrofisti estremi.

Qui ne abbiamo parlato parecchie volte, ma non guasta leggere un riassunto così ben esposto:

- La domanda di cibo raddoppierà nei prossimi quarant'anni.

- E' un problema che non si potrà risolvere come negli anni '60, ovvero con la tecnologia: dobbiamo affrontare nodi più strutturali.

- Carenza di acqua. Solo gli abitanti delle città, nel 2050, useranno un quantitativo d'acqua pari a quello che oggi usiamo per tutta l'agricoltura mondiale.

- Perdita di territorio. Pare che il pianeta stia perdendo terreni agricoli al ritmo dell'1% di estensione annua, a causa del degrado, della desertificazione, dell'inquinamento, dell'espansione delle città. Ne abbiamo già persa il 24% rispetto a vent'anni fa.

- Le città avranno 20, 30 o 40 milioni di abitanti e nessuna capacità di produzione di cibo. Saranno pesantemente a rischio per ogni problema nella distribuzione.

-Abbiamo passato il picco di produzione per molti fertilizzanti indispensabili all'agricoltura intensiva, come il fosforo. Inoltre, continuando ad immetterli nel terreno, stiamo finendo con l'inquinare fiumi, mari e l'intera biosfera.

-Lo spreco è immenso. Si è calcolato che tra il 30 e il 50% di tutta la produzione agricola finisce gettata via, ovvero 2600 su 4600 calorie prodotte.

- Il picco del petrolio colpirà ovviamente anche la meccanizzazione dell'agricoltura, e ovviamente i biocarburanti, in questo contesto, non rappresentano proprio un'opzione.

- Enormi problemi anche per la pesca: si pensa che per il 2040 non ci sarà praticamente più nulla da pescare.

- Le proteine mancanti dal pesce non potranno essere sostituite dalla carne, perché per l'allevamento servirebbero un miliardo di tonnellate in più di grano e mille chilometri cubici di acqua dolce. L'equivalente di altri tre Nordamerica.

- La spesa mondiale per la ricerca in agricoltura è pari a 40 miliardi di dollari. Quella per le armi a 1500 miliardi.

Quest'ultimo punto denota cecità? Mica tanto. Si presume anche che le crisi alimentari che ci aspettano saranno causa di rivolte e guerre civili. Si fa molto prima a usare le armi, allora, che ad impelagarsi in una ricerca scientifica seria, nel cambiamento della dieta mondiale, nella riduzione dello spreco, nel riciclo dei rifiuti eccetera. E le armi rappresentano da sempre anche il più collaudato sistema per ridurre la popolazione.

Due piccioni con una fava, insomma, d'altronde dovremo abituarci a far molto con poco...



Fonte: http://crisis.blogosfere.it/2010/04/la-grande-fame-del-2050.html

giovedì 1 aprile 2010

La mia modesta idea

Leggendo il post di Niccolò mi è venuto da scrivere tutto questo, che inizialmente doveva essere un semplice commento ma che poi mi è sembrato più un nuovo post, ma che è comunque in qualche modo collegato.
D'accordo su tutto. Io non pretendo certo di trovare la soluzione ai problemi di un Paese che nemmeno si è mai sentito tale in 150 anni di storia, ma di norma i problemi si risolvono in un modo. Si considera la radice del problema stesso e si agisce su essa. Perciò se alla radice di tutto c'è l'ignoranza come hai ben detto, da lì ci si deve muovere. Se la gente fosse informata ed educata all'idea che l'informazione è importante per non esser presi per i fondelli, io credo che molte cose si eviterebbero. Non mi illudo che tutti un giorno saremo persone sveglie, oneste, altruiste e tutto quello che dovrebbe esserci nelle persone che vivono in una comunità, non mi illudo che chi ormai è vecchio cambi totalmente impostazione mentale, dico solo che con un po' di buona psicologia si potrebbe educare in maniera diversa le persone più diverse per raggiungere un comune obbiettivo. Perciò se bisogna inculcare nelle menti l'idea che l'informazione è un diritto sacrosanto, come farlo se non informando? Penso spesso a queste cose, penso molto all'idea di egemonia culturale di Gramsci. E sono sempre più convinta che avesse ragione, e ne abbiamo la prova. Perchè qualcuno l'ha messo in atto. Purtroppo la persona sbagliata. Cos'è quell'unica mente che vive nel nostro Paese? è un insieme di tante persone ma un'unica mente, che è quella di chi li governa. Gramsci direbbe, per quel che ho capito io, che l'ideologia dominante è quella della classe al potere. Ebbene, perchè la gente è così stupida da votare anche contro i propri interessi? Perchè l'operaio che vota l'imprenditore è davvero un gran pirla. Non è un controsenso? Si in termini razionali, ma non c'è razionalità nell'agire della massa. Se ti insegnano a vedere il mondo in un modo, tu ci credi. Anche se quel modo di vedere le cose è controproducente nei tuoi confronti, e ciò non è direttamente visibile. A quel punto passi all'accettazione della tua stessa condizione, perchè ti insegneranno che è giusto che tu, debole, viva in quello stato, e che è giusto che il forte abbia i suoi privilegi. Diventa meccanico, automatico il pensiero (che di razionale ha ben poco). Il forte gioca sempre sul lato emotivo e istintivo della massa. Io non sono un'esperta, ma questo è quello che ho capito dalla mia tesina per la maturità. Ecco perchè c'è la feccia che vedi in giro, perchè gli hanno insegnato a esser tale. Certo il lato istintivo non si potrà mai eliminare, ma che succederebbe se si cercasse di sviluppare di più il lato razionale delle persone? Che succederebbe se l'ideologia dominante fosse quella della razionalità, della verità, della cultura?
Come hai detto tutto passa per il tubo catodico oggi, perchè è il mezzo migliore per lanciare un messaggio a tutti contemporaneamente. Non so se lo abbia capito Berlusconi personalmente, ma chi l'ha pensato è stato un genio, perchè come puoi vedere la maggior parte delle cose che la gente pensa l'ha sentita sulle sue televisioni e sulle non sue/sue televisioni. E allora come arrivare alla gente? Oggi abbiamo Internet porca la miseria, è già qualcosa a nostro vantaggio no? Ok però non può essere l'unico mezzo, soprattutto perchè in Internet l'informazione più che altro te la devi cercare. Servirebbe un modo per fare informazione che raggiunga molte persone e che non possa essere controllato. Forse sembrerà sciocco e ingenuo parlare di volantini e manifesti, ma non vedo alternative migliori. Le manifestazioni sono secondo me fatte spesso nei luoghi sbagliati e nei modi sbagliati, inoltre non tutti vengono a saperlo e se non crei un disagio diretto la gente se ne frega pure di quelle. Sono convinta che le cose si sistemeranno un giorno perchè la storia ha sempre funzionato così: momento tranquillo, qualcuno ne approfitta, crisi, si arriva a toccare il fondo, per istinto di sopravvivenza ci si ribella, rivoluzione e poi cielo sereno, per poi ricominciare tutto da capo. Grazie, ma se non arrivassimo a tanto sarebbe molto meglio, no?
Dico solo che bisognerebbe mettere in testa un po' ogni giorno alle persone che qualcosa non va e che potrebbe invece andare in un altro modo. Fare informazione veritiera, e offrire soluzioni alternative. Farlo con un linguaggio semplice e chiaro che anche i meno istruiti possano capire. Farlo partendo dal basso. Ovviamente queste sono le idee di una diciannovenne forse ingenua, ma le trovo logiche. Complicate da attuare ma logiche. Complicate soprattutto perchè bisogna essere in tanti a partecipare. E bisogna essere in tanti qui, lì, laggiù, e ovunque.
Oggi ho sentito dell'idea di Cota di non distribuire la pillola Ru486 nella sua regione. E mi è venuta voglia di scrivere due righe e stamparle, e di appendere ad un muro quelle parole, di distribuire queste parole all'uscita di una Chiesa. Perchè bisogna parlare a tutti. Però.. mi sento un po' sola sinceramente.

lunedì 29 marzo 2010

Cultura, si, da tubo catodico.

Tutto si basa sull' ignoranza. Tutto il nostro governo è basato sull'ignoranza. Se solo la gente aprisse gli occhi e sturasse le orecchie, oh mio caro Paese quanti problemi in meno avresti di cui preoccuparti.
Non ci vuole una spiccata o particolare intelligenza per capire che chi ci governa conta sull' ignoranza generale, lo si vede dalle sue promesse, lo si vede dai suoi programmi politici, e lo si vede sopratutto da come affronta i problemi sociali.
La realtà è che un ragazzo come me, cioè senza una spiccata o particolare intelligenza, una cultura che non va oltre il primo anno di università ma con un minimo di capacità critica, si sente ogni giorno profondamente preso per i fondelli. E mi chiedo, il problema siamo noi? Cioè i ragazzi che si pongono delle domande? No, il problema non siamo noi. Il problema è tutta questa gente che impasta le proprie giornate con delle notizie talmente superficiali da poter essere paragonate ad un servizio di Emilio Fede, e sono le stesse che non vogliono sentir ragioni quando una buon' anima cerca di portare un minimo di informazione dentro le loro menti, pretendendo anche di esser seguite da chi, come me, non si accontenta di un " E' tutto vero! Non hai seguito il tg ?" oppure " Scusa, ma non hai letto Il Giornale stamattina?".
E mi chiedo, perchè tutto questo? Certo è più semplice scegliere un "si" ad un "no", comporta meno spiegazioni, meno sforzo. Ma è questa la strada giusta? Preferire l'ignoranza perchè la cultura comporta troppa fatica? Che tristezza ragazzi, che delusione.
E si finisce così col sentirsi un pesce fuor d'acqua, dentro un mare di gente che se ne frega di tutto ed è fiera di farlo, come se l'ignoranza avesse una propria bellezza. E ci vuole ben poco per rendersi conto quanto è diffusa questa linea di pensiero, il binario morto dell'ignoranza.
Basti vedere il servizio di Raiperunanotte alla manifestazione del Pdl. Tutti fieri ed impettiti, chi con il cappello raffigurante una bella croce celtica e chi al suo fianco con un cartello raffigurante lascritta "SANTORO FASCISTA" (Un bel paradosso non credete?!), chi salutando il corteo nel modo più democratico possibile cioè col saluto romano e chi semplicemente rispondeva alle domande con offese di bassa cultura. Bella gente quella del partito dell'amore.
Prendiamo in considerazione l'ultima proposta del nostro amato premier, 100 milioni di alberi piantati in Italia, oltre al costo esorbitante dovuto alla manutenzione dei primi anni, io mi chiedo, ma dove vogliono piantare tutti questi alberi!?
Pensiamo ai siti di costruzione delle centrali nucleari, di cui una nell' Oristanese, cioè andando a coprire gran parte dell' unica zona coltivabile della nostra regione, e per rimanere in tema ricordiamo il g8 della Maddalena e ad Achille Toro, nomen omen, e a tutta l'inchiesta derivata dagli appalti.
E poi cosa altro c'è da ricordare? Ah si, la Lega che continua a prendere piede in tutta Italia, anche in Sardegna purtroppo, ai suoi programmi politici retrogradi, xenofobi e razzisti. E noi sardi che ospitiamo un partito politico del genere, ma ci rendiamo conto? La stessa gente che definisce "Pecorari", "Sardi di merda", "Terroni", i nostri conterranei che sono andati al nord Italia in cerca di un lavoro onesto e retribuito.
Basti pensare a Lombardi e Di Girolamo, a Dell' Utri e il suo eroe, Vittorio Mangano, pluriomicida e stalliere in casa Berlusconi. Politici legati alla mafia, politici mafiosi.
Al bavaglio mediatico imposto da Berlusconi e accettato da Masi, Minzolini e Innocenzi, al Lodo Alfano, al decreto Salvaliste,a tutte le leggi ad personam, e ai ripetuti attacchi su magistrati.
Alle belle parole del Premier, sempre piene di euforia con quel sorriso che denota falsità più che fiducia, riguardo la crisi mettendo in dubbio la mia esistenza in Sardegna, dato che viene descritta come una regione in piena rinascita.
E arriva la fine, dovuta allo spazio non di certo alla mancanza di argomenti, basti pensare a tutte le intercettazioni e al terrore che infondono nel Pdl, che cerca di camuffare il tutto parlando di rispetto della privacy.
Se solo si smettesse di prendere tutto per scontato perchè visto in un servizio al Tg, poichè è questo il vero problema dell' Italia, la poca voglia di informarsi e di rendersi conto di quello che realmente accade, evitando di dare un giudizio morale ai fatti che si svolgono nella nostra società facendo pagare così a tutta la popolazione, anche quella che non lo merita, una condanna, che è quella di dover subire questi abusi di potere ed esser visti come dei ribelli pur avendo solo voglia di giustizia sociale e non di creare un nuovo '68, anche se a mio dire, una rivoluzione sarebbe necessaria per ripulire il paese da tutta questa feccia.